Sabato ero nella foresta vicina al laghetto ai piedi delle imponenti montagne già ricoperte di neve e, dopo la centesima volta che lo ripetevo a me stesso, ho pensato che avesse più senso ripeterlo ad altri, di modo che dessero un parere spassionato. Questi altri erano due scoiattoli, uno marrone e uno grigio, avevano una ghianda ciascuno nelle zampette e, appena ho iniziato a parlare, rivolto a loro, sono rimasti ritti e fermi ad osservarmi con i loro deliziosi occhietti fino a che non ho concluso il discorso con i ringraziamenti. Poi si sono voltati e sono saliti l’uno su un albero e l’altro sull’albero vicino. Ho pensato che fosse segno che avevano apprezzato, non mi hanno tirato le ghiande in testa. Mi è venuto in mente che un giorno lontano quanto accaduto potrebbe intitolarsi :”il discorso agli scoiattoli”.Ero rimasto sorpreso e contento, pochi giorni prima, quando i responsabili del meritorio movimento 'Fermare il Declino' mi avevano proposto di raccontare brevemente le ragioni per le quali avevo aderito, uno delle decine di migliaia, prima che la parola passasse agli staordinari fondatori Oscar Giannino, Sandro Brusco, Alessandro De Nicola, Andrea Moro, Carlo Stagnaro, Michele Boldrin e Luigi Zingales per spiegare alla folla gli obiettivi del progetto. Una folla di tremila persone riunite nella centralissima piazza San Fedele a Milano. E ho detto questo :
Buonasera
Il mio nome è Roberto Mahlab, sono una persona comune, uno dei tantissimi titolari d'azienda e uno dei tantissimi datori di lavoro.
Ho aderito a Fermare il Declino perché mi sono riconosciuto in un'idea che si è incontrata con una generale necessità della società.
La mia piccola necessità è mantenere in vita l'azienda creata dalle illuminate persone che mi hanno preceduto e soprattutto mantenere i posti di lavoro dei miei dipendenti, divenuti con il tempo fratelli e sorelle, tutto questo a dispetto di una amministrazione della cosa pubblica che pare voler sempre mettere in difficoltà l'etica di impresa che salvaguarda l'occupazione.
Frequentando il movimento, mi sono reso conto di tante necessità diffuse e in tanti gli incontri in giro per la nostra bellissima Italia, ho visto ciascuno dei volti di chi aveva appena letto i dieci punti del manifesto, mutare l'espressione da preoccupata prima a determinata poi, il riconoscimento non di una vaga speranza, ma una alternativa reale in cui impegnarsi, unica e forse ultima.
Concludo con un pensiero rivolto alle tante persone che ho incontrato sofferenti per la congiuntura economica, titolari, dipendenti, disoccupati, i giovani che se ne vanno dal paese e le donne che sono le più esposte, dovunque voi siate, coraggio, l'idea non solo si incontra con la necessità, ma offre la chiave per recuperare le nostre aspirazioni.
Grazie agli ideatori di Fermare il Declino.